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emergenza corona virus - gli aggiornamenti dalla redazione di news radio 24 di Milano 

"Ho parlato con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dello schema contro la disoccupazione, 'Sure', che potrebbe aiutare a salvare il posto di lavoro di molti italiani durante la crisi del coronavirus. L'Ue è qui per aiutare, questo è per il futuro dell'Europa". Così su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "Vorrei salutare con favore il primo passo" della "proposta della Commissione europea di emettere titoli comuni per sostenere i sussidi di disoccupazione degli Stati membri - ha detto il ministro Roberto Gualtieri al question time alla Camera -, innovazione che l'Italia ha sostenuto da tempo. Il governo italiano è al lavoro su una proposta concreta di emissione comune di titoli ed è impegnato affinché l'Eurogruppo assolva appieno al mandato di presentare un ventaglio di proposte adeguate alla natura inedita dello choc e che includano anche una proposta come quella cui stiamo lavorando". Stiamo ultimando il lavoro per rafforzare" le misure per le imprese che "ci consentirà di erogare garanzie ulteriori per complessivi 200 miliardi", ha detto il ministro dell'Economia al question time alla Camera spiegando che le nuove norme consentiranno "il rilascio di garanzie fino a 90% per importi di finanziamento anche molto significativi a tutte le imprese italiane. Siamo quindi pienamente al lavoro per intervento a sostegno della liquidità che ci attendiamo libererà risorse al servizio dell'economia reale per ben oltre 500 miliardi". Intanto la Commissione europea propone SURE (sicuro) uno strumento contro la disoccupazione garantito da tutti gli Stati membri, per contribuire a salvaguardare l'occupazione in Paesi come Italia e Spagna, tra i più colpiti dal coronavirus. Lo annuncia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter. E Berlino, attraverso il portavoce di Angela Merkel Ulrike Demmer, commenta: "È chiaro che la solidarietà è il perno costitutivo fondamentale dell'Ue. Ci sarà uno strumento di solidarietà, sulla base del contratto europeo, che sia adeguato a questa crisi", ha detto rispondendo sull'opposizione italiana al Mes e sulle condizionalità previste se si adoperasse nel caso della crisi esplosa a causa del coronavirus. "I ministri delle Finanze si confrontano e lavorano su questo", ha aggiunto. "La solidarietà è importante, anche a livello europeo", ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, in un'intervista a Die Zeit in uscita domani, secondo un'anticipazione. "Le banche centrali possono dare alcuni importanti contributi per attutire le conseguenze economiche della crisi. Hanno però un mandato speciale sulla politica monetaria - afferma - e quindi la politica non dovrebbe sentirsi scaricata della responsabilità". A causa del coronavirus "la nostra vita quotidiana è cambiata radicalmente. Milioni di persone non possono andare al lavoro, ma devono ancora comprare generi alimentari e pagare le bollette. Le aziende pagano gli stipendi ai loro dipendenti, anche se, in questo momento, non guadagnano. L'Europa ora viene in loro sostegno, con una nuova iniziativa, che si chiama SURE, sicuro", evidenzia von der Leyen. "Ad esempio - continua la presidente - le regioni intorno a Milano o Madrid fanno parte della spina dorsale dell'economia europea. Migliaia di aziende forti e sane stanno lottando a causa dell'attuale crisi. Hanno bisogno del nostro supporto per superare la crisi. Questo è il motivo per cui abbiamo sviluppato un concetto di lavoro di breve durata. Ha lo scopo di aiutare l'Italia, la Spagna e tutti gli altri paesi che sono stati duramente colpiti. E lo farà grazie alla solidarietà degli altri Stati membri". "Come funziona Sure? Abbiamo appreso gli insegnamenti dalla crisi finanziaria del 2008. Gli Stati membri che disponevano di questo strumento hanno aiutato milioni di persone a rimanere nel loro posto di lavoro e le aziende a superare la crisi finanziaria con i propri dipendenti. Sure significa lavoro di breve durata sostenuto dallo Stato". In passato "ha mitigato gli effetti della recessione, ha mantenuto le persone al lavoro e ha permesso alle aziende di tornare sui mercati con rinnovato vigore. L'idea è semplice - spiega -: se non ci sono ordini, le aziende non dovrebbero licenziare i propri lavoratori. Nel tempo libero, ai lavoratori potranno essere insegnate, ad esempio, nuove competenze che andranno anche a beneficio dell'azienda. Così le persone possono continuare a pagare gli affitti e comprare ciò di cui hanno bisogno. Questo ha un impatto positivo anche sull'economia. Potranno tornare al lavoro non appena il blocco sarà terminato, quando la domanda riprenderà e così gli ordini. E' fondamentale per riavviare velocemente il motore economico europeo".Mattarella: 'Periodo travagliato, lo supereremo insieme' Il presidente lo sottolinea in un avviso ai cittadini che scrivono "Il Presidente della Repubblica, nell'impossibilità di rispondere personalmente a tutti coloro che a lui si rivolgono, li ringrazia molto ed esprime a ciascuno la sua personale vicinanza in questo periodo cosi travagliato della storia della nostra Repubblica, nella certezza che supereremo, assieme, questo difficile momento". E' quanto si legge in un "avviso" pubblicato sul sito del Quirinale e destinato ai tanti cittadini che in queste ore stanno scrivendo al capo dello Stato. "Il Presidente Sergio Mattarella, in questo periodo di grave emergenza Covid-19, riceve quotidianamente - si legge nell'avviso pubblicato sul sito della Presidenza della Repubblica - numerosa corrispondenza, soprattutto via e-mail, da parte di singoli cittadini, di sindaci, di associazioni, nella quale si esprimono considerazioni, preoccupazioni, suggerimenti, proposte, rilievi critici". A causa della mole di corrispondenza - soprattutto via mail - il presidente ha deciso di ringraziare così i cittadini esprimendo loro la propria "personale vicinanza". .

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Città Studi Media è una testata periodica realizzata unicamente su supporto informatico e diffusa unicamente per via telematica ovvero on line, il cui editore non ha fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, di conseguenza non è soggetta agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad essa non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. (Legge 7 marzo 2001 n°62 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 21 marzo 2001 n° 67 - Sentenza della Corte di Cassazione Sezione III penale del 10 maggio 2012 n° 23230)